Albergo Regina
Sono ormai tre le generazioni della famiglia Rissolo che dal 1927 si sono succedute nella conduzione dell’ Albergo Regina a Pinerolo.
Allora l’albergo comprendeva le quattro salette del piano terra, più qualche camera che si affacciava sul cortile sopra le stalle destinate al ricovero dei cavalli delle varie carrozze che si fermavano per la sosta.
Una piccola sala ristorante al piano terra ed una più elegante al primo piano dove venivano serviti i “signori” di Pinerolo e le cene degli ufficiali.
Vi erano periodi di grande lavoro, fiere, mercati, sagre, alternati a momenti di estrema calma e routine.
Grande successo costituiva il gioco da bocce realizzato nel cortile, che attirava una clientela abituale, ben affiatata che volentieri trascorreva gran parte della giornata ai tavoli di quella che era poco più di un’osteria.
La vita stessa di allora meno frenetica, più goliardica consentiva ai vari gruppetti di bontemponi di passare ore allegre nei tanti locali pubblici.
Nel 1959 Giuseppe Rissolo subentra al padre nella gestione coadiuvato dalla moglie Rosa.
Forte dell’esperienza maturata in grandi alberghi delle più importanti città europee dà un’evidente svolta all’esercizio.
Dopo pochi anni viene costruita la sala ristorante attuale, tutto il primo piano è adibito a camere.
Parallelamente al boom economico di quegli anni, anche il Regina vive un costante adeguamento ai vari confort che i diversi periodi offrono.
In questi anni e in quelli a venire c’è un lento ma costante ammodernamento dell’ esercizio.
Cambiano gli arredi, le tavole e le sedie, i piatti e le posate, il modo di servire.
Sicuramente il periodo tra glia anni 60 ed 80 è il più intenso per quanto riguarda la mole di lavoro svolta. Insediamenti industriali come la Riv-skf , la Beloit o la Buroni Opessi oltre a creare posti di lavoro portano parecchi visitatori a Pinerolo.
I concorsi ippici settimanali organizzati alla Cavallerizza Caprilli riempiono la sala del ristorante.
Un altro grosso movimento è portato dalla presenza della Juventus a Villar Perosa. Ogni giorno parecchi giovani giocatori sono ospiti del ristorante, per non parlare dei tifosi che venivano a incontrare i loro beniamini.
All’inizio degli anni 90 toccherà ad un altro Michele (Miky Rissolo) prendere il testimone e con la moglie Rossella proseguire l’opera delle precedenti generazioni.
La struttura ha seguito i tempi ed è andata dietro le diverse esigenze della clientela nel corso degli anni. Dai mercanti di bestie che correvano da un mercato all’altro, i “cartunè” che portavano merci ai vari paesi con i carri trainati da cavalli, i clienti delle fiere che scendevano a valle per fare acquisti all’attuale clientela business che opera oggigiorno nel pinerolese.
Una storia di ottant’anni di esperienze rappresentano il valore aggiunto del Regina, e la sua clientela si differenzia in parte da quella degli altri alberghi, non cerca il confort assoluto, ma un ambiente familiare, caldo, confortevole e vissuto.
E’ questo lo stile che il Regina ha voluto conservare e rafforzare: mantenere oltre i segni esteriori della tradizione anche il suo significato più autentico: l’attenzione al cliente attraverso una risposta “mediata” tra le sue esigenze e la qualità dell’offerta dell’albergo.
Tenere la barra del timone tra tradizione e modernizzazione, tra una anonima efficienza legata a una modernizzazione radicale e, dall’altra parte, un aggancio al proprio “modo di essere”, cercando di cogliere le nuove esigenze che un pubblico sempre più diversificato, e giustamente più esigente, chiede al Regina.
E’ questa la sfida che fin dall’inizio del secolo scorso la famiglia Rissolo ha accettato di sostenere.
Una sfida che trova la sua risposta più concreta nella gestione del Ristorante dell’albergo, dove la tradizione della cucina piemontese è curata con la stessa devozione e lo stesso impegno attraverso le varie generazioni.













